Il Lab è aperto!

Scelta dei temi da sottoporre a consultazione e processi decisionali


#73

Attenzione che nel comportamento che ho descritto non c’è niente di appellabile, o almeno io non lo vedo, nè ai garanti neè tantomeno alla giustizia. Indire ripetutamente l’assemblea alle isole galapagos immagino lo sarebbe, ma non serve avere zero partecipanti all’assemblea, basta fare le cose in maniera studiata e accorta. Tra l’altro come detto sono tutti comportamenti che si usano in continuazione.


#74

Del fatto che tra quando io utente voglio sottoporre un veto a votazione da parte dei soci e quando questo voto possa venire espresso possono passare anche diversi mesi. Per questa ragione io regolementerei più stringentemente la procedura di consultazione e veto, in modo che se un CD sgarra può tirare un anno al massimo ma poi da statuto decade obbligatoriamente.


#75

No, in realtà (ma ribadisco che non sono esperta del settore), sono abbastanza sicura che il comportamento dei consiglieri delle associazioni debba essere informato del criterio della buona fede oggettiva (su analogia della materia contrattuale, art. 1366 cc), e su questo si gioca l’appellabilità del comportamento dilatorio in malafede.


#76

Un CD tira un anno al massimo e poi da statuto decade obbligatoriamente.
Questo CD in particolare deve tirare un anno solo.
Come vedi le tue paure sono infondate, anzi, consiglio vivamente i soci di cominciare a pensare alle nuove candidature.
Altrimenti convochiamo un’assemblea straordinaria per lo scioglimento dell’associazione.


#77

No, o meglio sì, ma viene sottoposto a voto dell’assemblea, e questo voto può includere il 90% di cose buone e il 10% di un veto sgradito al CD e anche agli associati. In questa maniera è facile fare un po’ quello che si vuole avendo la riconferma.
Lo dico nuovamente: non sto parlando di questo CD, si parla della regolamentazione del processo di veto e di consultazione, che potrebbe essere abusato da un CD in generale. Possiamo non confondere il rischio di abusi con le accuse di abusi? Grazie.

E’ possibile discutere civilmente (al lab! :slight_smile: ) delle regole dell’associazione senza avere in cambio questo tipo di chiusura? Vorrei una regolamentazione del processo di consultazione e di veto e vorrei che siano entrambi ben definiti in ambito per evitare possibili abusi di un futuro CD. E’ un problema così grosso?


#78

Questo è vero.

Immagino che si possa obiettare che ci può essere un CD che rimandi l’assemblea per tutto l’anno per “ritorsione” per poi decadere (del genere "muoia Sansone con tutti i Filistei)

Voglio aggiungere che io credo che in questo ipotetico caso sarebbe comunque appellabile il consiglio dei Garanti (quindi i soci dovrebbero davvero stare tranquilli anche immaginando i peggiori scenari)


#79

Un CD che rimandi l’assemblea per tutto l’anno può vedersela convocata d’autorità da un magistrato e beccarsi una denuncia.


#80

Almeno quattro mesi sono da statuto. Direi almeno 6 perchè non è pensabile che io chiedo al CD un’assemblea straordinaria e il CD organizza tutto il giorno successivo convocando tutti 60 giorni dopo. Poi secondo me c’è ampissimo spazio per fare un po’ come si vuole, ma su questo come te non sono esperto: so solo che se ti devi appellare al codice civile, in particolare alla buona fede sbertucciata in continuazione nelle aule dei tribunali, per una convocazione di un’assemblea nove mesi dopo al posto che sei mi sa che l’associazione non è stata capace di difendere se stessa.


#81

Nel mio scenario di assemblee ce ne sono state tre durante un anno: l’ordinaria e due convocazioni di straordinaria.


#82

Guarda che tutto era tranne che una chiusura!
È solo un dato di fatto: un’associazione è fatta dall’attività dei soci, se non ci sono soci disponibili si chiude. Non muore nessuno.
Comjnque qui mi pare si divaghi rispetto al thread, appena possibile spostiamo il tutto in un altro spazio e così prepariamo la discussione su questo punto per il 9.


#83

Il tuo scenario era interamente basato sull’equivoco tra assemblea ordinaria e assemblea straordinaria, che sono normate in maniera differente sia per tempi di convocazione che per validità costitutiva.


#84

Ma no dai, pensa ad un caso reale. Non stiamo parlando di un CD che scappa con la cassa. Stiamo parlando ad esempio di un CD che fa un lavoro magari anche buono di amministrazione ma che ha alcuni obiettivi che esulano dallo statuto, che ne so trasformare il sito nel Post o anche cose più piccole e meschine. Un consiglio dei garanti non credo agirebbe con durezza in presenza di piccoli sgarri tutti da dimostrare.


#85

Anche perché subito sotto i quesiti, a proposito di eventuali commenti, @PiGTr aveva specificato

Guarda, se avete domande o osservazioni in topic riguardo ai quesiti commentate pure. Semplicemente evitiamo la campagna elettorale qui sotto ai quesiti. Però chiedete pure se non c’è qualcosa di chiaro, ovviamente.

e non c’è stato bene. Mi sembra che ci sia poco da aggiungere.


#86

I tempi di convocazione non sono normati.


#87

Lo sono. Il che mi dà un’ulteriore dimostrazione della totale inutilità di questa conversazione. Dunque ribadisco: le risposte che chiedi ti sono già state fornite. Per quanto mi riguarda, mi ritiro.


#88

sulla denuncia non saprei ma effettivamente il CC dice chiaramente che se gli amministratori non convocano un’assemblea su richiesta, questa può essere ordinata dal presidente del tribunale (art. 20)


#89

In realtà sì, l’omessa convocazione di un’assemblea dei soci è passibile di sanzione amministrativa pecuniaria. E nel caso di questa associazione, il cui statuto non indica un termine ultimo, quel termine è fissato a 30 giorni.


#90

Questo è il genere di affermazioni che andrebbe evitato, imho, sia al lab che su hookii. Fossimo in un articolo lo segnalerei subito non solo perché sminuisce il lavoro della presidente, ma con una certa aggressività passiva fa leva sulla personalità dell’interlocutore al solo fine di provocare flame.


#91

Rilevato che il primo a far confusione tra straordinaria e ordinaria sei stato tu e che i tuoi continui rimandi a leggere qualcosa che nello statuto non c’è scritto sono stati al più sterili prendo atto che da codice civile queste siano le norme, non lo sapevo.

Continuo a ritenere implausibile che qualcuno si metta a richiedere assemblee e che queste vengano partecipate per annullare un veto, ma a questo punto direi che chissenefrega.


#92

Io non ho mai rimandato a leggere qualcosa che nello statuto non c’è scritto. Io ho rimandato a leggere lo statuto, tutto. Perché è così che funziona: tutto assieme. E se lo leggi tutto, allora ti accorgi che a non essere plausibili sono gli scenari che prefiguri, perché l’azione congiunta della facoltà dei soci di avanzare una richiesta vincolante di convocazione di un’assemblea entro termini stabiliti dalla legge, della naturale cadenza dell’assemblea ordinaria, della facoltà dell’assemblea di deliberare sugli indirizzi di gestione e sull’approvazione e sulla modifica dei regolamenti interni, della presenza di un collegio dei garanti, stanno lì a garantire che in caso di abusi da parte di un consiglio in malafede - e quella è l’ipotesi che avanzavi - i soci dispongano di tutti gli strumenti necessari per ricondurre all’assemblea il controllo dell’associazione.
Questo nel caso di un consiglio in malafede. E a margine faccio notare che, se davvero gli scenari di cui parli fossero realistici, normare oggi la facoltà del consiglio di decidere autonomamente quando delegare le proprie funzioni non nutrirebbe il minimo effetto pratico, perché un futuro consiglio in malafede potrebbe tranquillamente modificare quelle norme in proprio vantaggio con una semplice delibera.

Nel caso di un consiglio in buona fede, come ti ho già detto, sono certo che la semplice richiesta motivata del 10% dei soci sarebbe più che sufficiente per spingere il consiglio stesso a disporre una votazione sul tema, e questo a prescindere dalla convocazione di un’assemblea.