Il Lab è aperto!

Di come trattare gli autori o anche della coerenza


#1

Alé, ricominciamo. A quanto pare, trattare in guanti di velluto gli autori degli articoli che potrebbero presentarsi (o quantomeno lurkare) è se non una priorità, almeno un bel bonus per il sito. Non per caso c’è un intero thread intitolato “il cavallo di Hookii”, che fa riferimento ad uno specifico thread e a specifici commenti che hanno avuto in sorte di ricevere l’attenzione di un Autore.

Ora: stante tutto quello che si è detto, ovvero, in sintesi “Non trascendere sul piano personale, porgere le critiche in maniera non ruvida, essere accoglienti, posati, educati e puliti”, come vogliamo considerare quei casi in cui agli Autori vengono rinfacciati dettagli biografici, presunte appartenenze politiche o scelte di vita? Ci piace? Va bene? E’ nello spirito del sito? Così, in termini generali, pourparler.


#2

Limitandomi al secondo paragrafo, forse la prima frase è una risposta per la seconda.
Se le critiche sono non ruvide, posate, educate e pulite ben vengano le critiche agli articoli (*); se si tratta di articoli legati a doppio filo con la sfera privata dell’Autore (biografia, appartenenza politica, scelte di vita) è più facile che la critica scivoli sulla persona: ad esempio, se si commenta un articolo sul festival di Sanremo scritto dal suo conduttore, o da un cantante partecipante. Criticare però, non rinfacciare che sottintende un tono accusatorio.
In tutti gli altri casi credo che debba valere lo stesso principio con cui cerchiamo di gestire i commenti: si commenta l’articolo, non l’Autore.

(*) Lo metto qui in fondo perché non voglio riaprire la discussione ippica: il tuo commento sul Post è da incorniciare e si può definire posato, educato, pulito, impeccabile.


#3

No, non è nello spirito del sito, ma constato che chi di spada ferisce di spada perisce.
Zona commentava amareggiato che le sensibilità sono troppo diverse per definire la qualità dei modi ed io gli rispondevo che basterebbe comunque che fosse un po’ più condiviso il concetto di inopportuno. E che si ascoltassero le voci moderate e disinteressate, oltre che il punto 2 dello statuto quando parla di MEDIAZIONE RECIPROCA
Perchè avete difeso a spada tratta il fatto che “ridicolo” si possa usare (secondo me no) e ora qualcuno dice a voi (metaforico, mi riferisco ad uqbal) che il vissuto di un autore può essere usato per spiegarne eventuali bias (vedi commento di @gg, che giustamente secondo me dice che comunque va fatto con modi per diversi da quelli utilizzati)
Eh già, ora ci rendiamo conto che c’è sempre qualcuno più puro che ti epura…
Lato mio, l’unica cosa che vorrei ribadire è che ci vuole più rispetto da parte di tutti, lo dicevo prima e lo dico anche ora.
E non vorrei sentire distinguo e balle varie perchè i toni usati sono stati sgradevoli sia nei confronti di Tiboni quanto nei confronti di Piras.
Finchè non ci ficchiamo in testa che i modi sgarbati, anche se uno dice le peggiori cazzate o ha studiato nella peggior scuola del mondo ci squalificano TOTALMENTE, di strada non ne facciamo proprio.


#4

Pinaz

Vedo che mi dai ragione. Se questo intervento e quello mio sono sullo stesso piano (sempre spada), e se ci squalificano TOTALMENTE, perché nessuno sta facendo la predica a Rider? In secondo luogo, quel commento viola le regole della moderazione, che vietano gli attacchi personali. Laddove definire una tesi o una teoria ridicola, con ogni evidenza, non è un attacco personale.

L’unica differenza è che nel caso di Tiboni era intervenuto, Piras no. E a Tiboni erano state rivolte delle critiche circostanziate cui più utenti hanno chiesto di rispondere. A Piras cosa vogliamo chiedere, se non si vergogna di lavorare in un liceo scientifico?

Credo che la moderazione abbia qualcosa su cui meditare (visto che comunque io mi sono attivato), anche perché ora la discussione è diventata una recensione del suo CV. Altrimenti diciamoci chiaramente che il principio in queste situazioni non è la qualità ma il quieto vivere, almeno siamo meno ipocriti.


#5

@uqbal hai segnalato il commento ai mods? L’hai flaggato su Disqus?


#6

Sono d’accordo sul rispetto, credo però che la taratura dei livelli minimi del medesimo sia diversa da utente a utente e qui ci si incarta nel momento in cui si chiede di abbassare i modi sgarbati, altrimenti non si spiega.

  1. Argomento ad hominem
    Obiettare alle argomentazioni di qualcuno senza rispondergli nel merito ma attaccandolo personalmente, con lo scopo di indebolire la sua posizione.

Manuale per una sana conversazione

Mi sembra abbastanza semplice contrastare questi casi: far notare che il commento è completamente ad hominem, senza apportare granché al dibattito imho chiude ogni discussione in tema


#7

Certo che ti do ragione.
Dato che non posso parlarti per gli altri, ti dico perchè io non faccio nessuna “predica”: il lab non è il luogo dei regolamenti di conti nè il tribunale dei commenti, come pare stia diventando se dobbiamo commentare ogni singolo caso.
Personalmente non vedo la luce se stiamo quindi a dibattere su cosa ha detto tizio piuttosto che caio e non prendiamo minimamente in considerazione il punto del rispetto per il prossimo e della mediazione reciproca.
Il che vuol dire fare un piccolo passo indietro quando si pensa di aver ragione, nel momento in cui qualcun’altro ti segnala che un tuo comportamento è eccessivo.
Tutti quanti, nel rispetto della convivenza civile.

La taratura è diversa e questo lo abbiamo appurato, per cui nessuno vuol crocefiggere nessuno nel momento in cui i toni si alzano, ci mancherebbe.
Ma se poi viene fatto notare che certi modi sono percepiti in modo aggressivo, perchè non farlo quel piccolo passo indietro? Ci pagano per mantenere salde le nostre posizioni, neanche sul merito ma sul metodo? Siamo allergici alle perifrasi e ad usare modi che non siano cartavetrati, sempre e comunque?
È l’aggressività ragazzi, qui stiamo difendendo un modello relazionale vicino a quello de “La Zanzara”, dove con relativismo massimo il suo conduttore afferma che si possa dire tutto o quasi con i modi che sappiamo (e che mi pare vengano pesantemente criticati anche su questi lidi).


#8

Dal momento che la questione è stata affrontata, dire all’autore dell’eventuale commento “qui abbiamo parlato degli atteggiamenti che sarebbe meglio tenere nei confronti degli autori, perché non dai un’occhiata e magari dici la tua?” potrebbe essere una buona idea. Proprio perché lo scopo di quella discussione non era fare la predica a qualcuno, ma affrontare il tema in senso generale. E quel che c’è scritto è indirizzato a tutti, pure a lui.


#9

No non va bene.
Ma non credo che le regole di moderazione siano adeguate e che abbiamo la strutttura per gestire questi problemi


#10

Veramente la predica a rider è nei commenti e gliel’hanno fatta.


#11

Io proporrei di segare l’intero topic, non capisco che interesse possa avere per il lab. L’intento polemico è chiaro.


#12

L’ho segnalato ai mod. To no avail.


#13

Il senso della mia domanda è questo: ci sembra di avere uno standard coerente? La mia impressione è che no, non ce lo abbiamo. E se si iperreagisce ad alcuni commenti (non ad hominem) per la presenza dell’autore e invece non si prendono provvedimenti quando ci sono altri commenti che l’autore lo terranno rigorosamente lontano (dato che presentarsi per conversare con chi ti insulta preventivamente non è il massimo della vita), secondo me una revisione dei nostri criteri di cosa è accettabile e cosa no ci può stare.


#14

Credo di sì, che lo standard sia coerente; nel senso che in entrambi i casi i commenti non sono stati cancellati dalla moderazione.
Hai fatto bene a sollevare il problema, che è in qualche modo analogo al “rispondi al commento, non al commentatore”; cioè ci si dovrebbe concentrare sull’articolo e non sull’autore (a meno che non sia un articolo autobiografico).
Però questo tuo intervento avrebbe avuto più senso se non l’avessi fatto una settimana dopo la storia del cavallo in cui sei stato direttamente coinvolto perché personalmente non vedo nessuna attinenza tra le due vicende: in quel caso non mi piaceva la forma, qui non mi piace la sostanza.


#15

Sì, lo standard è coerente: in entrambe i casi è stato fatto notare da più parti al commentatore che il suo tono e/o i suoi argomenti erano discutibili.


#16

Il thread lo ho aperto io, credo dunque di sapere cosa c’è scritto. Nel commento in cui iniziavo le danze - l’ho riletto - non c’è nessun riferimento al thread con Tiboni se non nel titolo che stupidamente pensavo in qualche modo simpatico. Per il resto anche nel corso dello svolgimento ho fatto riferimento ad altri autori (Siviero, Raimo) proprio per svincolarmi da quello specifico caso, cercando di inquadrarlo in un tema generale. Gli scollinamenti - o, come dice Pinaz, le moviole del thread - sono state pure segate via abbastanza brutalmente. In ultimo lo stesso concetto lo ho pure ribadito fuori dal Lab. Se poi lo si vuole considerare come quello che non è stato o che non voleva essere non so che farci.
Registro che l’esegesi di un testo in italiano contemporaneo porta difficoltà maggiori rispetto ad uno in greco antico.

L’idea che mi sono fatto è che hookii sia il porto e i commentatori i marinai. I marinai non te li scegli e non li formi, il livello del porto è frutto del caso. Se però il porto dovesse andare in rovina di chi sia la colpa lo dice chiaro il detto.

E ora torno a farmi i cazzi miei.