Il Lab è aperto!

Su tweet e altro materiale ripubblicato


#1

Ciao, volevo proporre una modifica al regolamento

Secondo me sarebbe giusto che chi ripubblica materiale non proprio - per esempio tweet, meme, link - il cui messaggio sia contrario alle “Norme generali di condotta” (per esempio “degradi gli altri sulla base di sesso, razza, classe, etnia, origine nazionale, religione, orientamento sessuale, disabilità o altra classificazione di genere”) sia obbligato da subito a chiarire il motivo per cui ripubblica tale materiale

La mancanza di questa regola comporta che in questo momento chiunque, potendosi nascondere/giustificare a posteriori dietro a discorsi tipo “volevo sollecitare condanna e compatimento nei confronti dell’autore originale”, possa pubblicare e dare visibilità a messaggi che sono contrari alle regole di hookii (cioè alla fine il ripubblicare viene sfruttato come backdoor del regolamento)

Quindi, per fare un esempio, secondo la regola che vorrei introdurre, se io pubblico un tweet di Tizio che dice che gli immigrati devono andare nei forni DEVO da subito commentarlo - contestualizzarlo (es. “Guardate quanto è razzista e cretino Tizio”), viceversa il messaggio viene considerato contrario alle regole (come di fatto è!) e cancellato

N.B. Ovviamente la ripubblicazione di tweet / meme il cui messaggio non viola il regolamento non sarebbe soggetta a questa nuova regola (quindi se io pubblico un tweet con i gattini non devo commentare / contestualizzare)

Grazie


#2

Mi sono persa alla terza riga.

Una regola troppo complicata da seguire è inutile.

Se uno pubblica un messaggio controverso ne dovrà rendere conto comunque anche con le regole vigenti, ogni volta che una regola si arricchisce di un paragrafo o di un eccezione un avvocato ride e due commentatori muoiono.


#3

Mi sono persa alla terza riga.

Ma a me non sembrava così difficile. Cioè, il regolamento adesso dice:

“L’utente accetta di non pubblicare commenti il cui contenuto: degradi gli altri sulla base di sesso, razza, classe, etnia, origine nazionale, religione, orientamento sessuale, disabilità o altra classificazione di genere;”

Se uno ripubblica del contenuto contrario a quella regola, allora DEVE giustificare perché lo pubblica, altrimenti anche la ripubblicazione viene considerata contraria al regolamento.

Esempio. Tweet di un tizio che dice: “Ebrei nei forni”. Se lo pubblichi su hookii senza una riga di commento allora stai violando il regolamento. Se lo commenti, allora i moderatori vaglieranno il commento (perché è diverso scrivere “Quanto ha ragione tizio” da “Quanto è idiota tizio”)

Poi io qui sopra sono fra i meno istruiti e meno intelligenti quindi se trovate un sistema più efficace per gestire questa cosa tanto meglio. A me interessava soprattutto segnalarvi un buco nel regolamento che permette di pubblicare materiale vietato e poi se uno si incazza perché lo trova inaccettabile nascondersi dietro un “l’ho pubblicato perché volevo sollecitare biasimo nei confronti dell’autore originale”. Secondo me, se l’intento è davvero quello, allora l’autore deve renderlo esplicito da subito, altrimenti il dubbio che sia in malafede è davvero alto (poi ho anche una teoria su come questa cosa sia stata utilizzata su hookii per spostare in negativo il confine delle cose accettabili ma ve la risparmio)

Sulla questione mi è stato risposto in privato dai moderatori (lo pubblico perché riguarda la questione generale):

Il punto che sollevi al Lab è interessante, in ogni caso, per quanto a nostro avviso di difficile (se non impossibile) applicazione: non possiamo imporre agli utenti di scrivere didascalie per le immagini, o introduzioni esplicative per ogni singolo tweet.

Ma non si tratta di imporre agli utenti di scrivere didascalie per TUTTE le immagini e TUTTI i tweet. A essere commentati dovrebbero essere SOLO quelli che contengono un messaggio contrario al regolamento

Quello che possiamo fare, e che faremo qualora se ne presenti la necessità, è cancellare contenuto contrario alle regole di automoderazione quando non sia possibile accertare l’intento dell’utente che lo ha postato.

Qui scusate torna fuori il fatto di essere poco intelligente ma davvero non capisco. Perché per accertare l’intento dell’utente o si valuta quello che l’utente ha commentato (quindi come chiedo io, l’utente DEVE commentare) oppure se l’autore non commenta si va di presunzione in base a non so quali criteri rischiando errori e fraintendimenti anche considerato che il mese scorso ci sono stati circa 500 autori ed è impossibile per i moderatori conoscerli tutti per poterne dedurre le intenzioni


#4

Si basa tutto su una questione molto semplice, che è irrisolvibile.
Un regolamento per definizione stabilisce una definizione e un confine.
Il confine per forza di cose è arbitrario.
Ci sono due metodi per rendere il regolamento applicabile:

  • uno è lasciarlo volutamente generico in modo che sia chiaro il principio e il confine vi si adatti nel modo più utile alle circostanze: questo è il caso ad esempio delle leggi che rimandano poi ai decreti attuativi, se si vuol parlare di cosa più serie.
  • l’altro è normarlo fin nel minimo dettaglio in modo da renderlo il meno equivocabile possibile: di solito si fa nei regolamenti di sicurezza, o nelle norme UNI/EN/ISO che ad esempio permettono di creare parti compatibili e intercambiabili fra loro.

Qui si sta parlando di commenti, di offese, di questioni in bilico fra l’oggettività del reato e la sensibilità soggettiva. Le linee di confine sembrano immediatamente evidenti eppure sono difficilissime da definire.

Per quanto mi riguarda, preferisco la prima strada, quella di un regolamento semplice e chiaro nei principi con pochissime clausole applicative, in modo che sia facile capire il principio e non ci si possa aggrappare al cavillo.
Se ci sono scappatoie nel regolamento che potenzialmente creano un danno al sito, per me la soluzione non è aggiungere una clausola ma semplificare ancora di più in modo da includere nel principio anche quello che era una scappatoia.

Perché in fondo, diciamocelo chiaramente, il principio è uno solo: devi commentare senza infrangere le leggi italiane e senza recar danno agli altri e al sito
Una leggerezza capita a tutti, ma non c’è bisogno di clausole per capire quando qualcuno ci sta marciando su. “Lo pubblico per farvi vedere quanto schifo fa xyz” può valere una volta, poi stai infastidendo e arrecando danno quantomeno agli altri commentatori, quindi te ne stai fregando del regolamento e di tutti i suoi principi.


#5

Guarda se il criterio applicato dai moderatori è quello che ho evidenziato sono d’accordissimo e dico che è anche meglio di quello che proponevo io.